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OLIMPIADI
PECHINO (CINA)
8 - 24 agosto 2008
SKEET - UOMINI

Perazzi


Vincent Hancock (USA), il nuovo campione olimpico di specialità

Piange Andrea, grande tiratore, splendida persona. Con la gara di Pechino si chiude la sua vita d'atleta. Forse. Trentadue anni di nazionale, che lo hanno portato a vincere tutto e, soprattutto, ad essere un punto di riferimento di piccoli e grandi specialisti dello skeet mondiale.
Benelli non è stato solo un grande skeettista, è stato ed è un uomo solare, sempre pronto a darti il consiglio giusto, a scegliere la parola più adatta.
E' triste lui che vede finire un mondo ed una vita, è triste e piange chi gli è vicino nell'istante in cui esce dalla pedana per il suo terzo 22 di questa gara.
Un punteggio, quello finale, 113/125, che lo relega al 24° posto della classifica generale. Ma chi se ne frega, vai avanti ancora Andrea, chi se ne frega del punteggio. Baggio o Maradona, vedere un loro stop va al di là del risultato finale. E tu vali bene un anacoluto.
Tu per tutti coloro che amano da sempre il tiro o chi come me si è appassionato da 15 anni sei un mito, uno che vale la pena vedere sparare anche se nel punteggio sei messo dietro da giovani fenomeni. La classe con cui cerchi il piattello, l'eleganza con cui porti il gesto agonistico vale uno stop di Baggio.
Ti concedo l'onore di impormi il paragone. Sai che io, calciofilo d'annata, sarò per Diego tutta la vita, ma volentieri ti avvicino alle maestrie di Roby, solo perché so quanto ami la maglia viola, il colore della tua squadra del cuore e della tua città.
Mi hai dato grandi emozioni in uno sport che non conoscevo e che mai avrei pensato che potesse appassionarmi così. Sono stato al fianco di molti campioni che hanno fatto la storia dello sport italiano, dello sport mondiale. Tutti i giorni vivo e mi guadagno da vivere da Agente Fifa, facendo il procuratore di campioni noti e consacrati dello sport nazional popolare, il calcio. Ho pianto anch'io con te. Non mi era mai successo da quando, purtroppo è passato tanto tempo, da quando sono diventato adulto.
Grazie per le emozioni che mi hai dato, che hai dato all'Italia e a tutti coloro che amano lo sport. Sei stato un grande, sei un grande. Regalaci l'ultima magia.
Sei qualificato per la finale di Coppa del Mondo che si disputerà a fine settembre a Minsk, in Bielorussia. Sappi che siamo in molti a volerti ancora là, in pedana, molti tiratori oggi mi hanno chiesto di dirtelo: regalaci là a Minsk l'ultimo stop, pardon l'ultima fucilata. Nessuno te l'ha regalata questa partecipazione.
Sei qualificato, ti sei guadagnato il diritto ad essere tra i migliori 12 tiratori in lizza per la conquista del trofeo di cristallo. Dacci la possibilità di salutarti e festeggiarti là.
L'ultimo stop d'autore. Torniamo alla cronaca: fuori dalla finale anche Ennio Falco, 14° con 117, per un piattello dalla possibilità per spareggiare per la finale.
Vince il giovanissimo, 19 anni, americano Vincent Hancock che sul 145 pari ha battuto allo spareggio (4 contro 3) il norvegese Tore Brovold. Bronzo al francese Antony Terras (144/150) che sempre allo spareggio ha avuto al meglio sul cipriota Antonis Nicolaidis. Gara anomala, punteggi bassissimi.
Fa ancora più rabbia vedere che con due fuoriclasse come Benelli e Falco l'Italia non è capace d'entrare in una finale in cui sarebbe bastato un 119 per starci dentro senza neanche passare per la lotteria dello shoot off. Difficile darsi un spiegazione.
Benelli ha detto che probabilmente non era al massimo della condizione e che ha vissuto male il fatto di dover difendere il titolo, il desiderio di fare bene e il pensiero che comunque sarebbe finita una storia trentennale.
Falco da parte sua ha provato a darci la sua versione: gara difficile, piattelli che sembravano non difficilissimi ma che poi non venivano colpiti.
Difficile fare analisi quando le spiegazioni non sono esaustive, difficile dare colpe quando all'olimpiade, la madre di tutte le battaglie, il punto d'arrivo per ogni atleta, si portano due fuoriclasse che durante la competizione vedi dare tutto e che poi non raggiungono l'obiettivo.
A volte esistono di queste gare, cosiddette strane, proprio perché non te le sai spiegare. Ma lo skeet italiano questa sera va a cena tranquillo: ci sono tre medaglie olimpiche, Falco, Atlanta '96, Benelli, Atene 2004, Cainero, Pechino 2008.
A Benelli dobbiamo comunque anche il bronzo di Atlanta, ci mancherebbe. Ma è serena anche l'Italia tutta del tiro a volo. Torna con un oro e due argenti, il miglior bottino della storia. Oggi, poi, ha saputo anche perdere, incassando con serenità il pareggio quanto a oro con gli Usa nel medagliere di sempre, 8 - 8.
Per ora, però, in testa si resta sempre noi grazie agli argenti e ai bronzi.
Si fa sempre più dura restare in vetta, ma in quale sport l'Italia può dire di essere davanti agli Stati Uniti d'America?
Ultima nota: alla XXIX olimpiade nel tiro a volo c'erano 100 nazioni rappresentate.
Sabatino Durante

Testo tratto dal sito www.fitav.it (Federazione Italiana Tiro a Volo)



RISULTATI
 

Vincent Hancock USA 145+4
Tore Brovold NOR 145+3
Anthony Terras FRA 144+3
Antonis Nicolaides CYP 144+2
George Achilleos CYP 143
Ridong Qu CHN 142